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Abitare in montagna: scopri gli incentivi

ABITARE IN TRENTINO

Incentivi, casa e territori connessi: cosa significa scegliere di vivere nelle valli e nei comuni montani

In Trentino, vivere fuori dai centri urbani non significa necessariamente essere lontani da servizi, connessioni e opportunità.

La montagna qui non è soltanto paesaggio. È il luogo in cui vivono comunità, lavorano imprese, funzionano scuole e servizi e, in alcuni casi, prendono forma progetti tecnologici che difficilmente assoceresti a una valle alpina.

Negli ultimi anni la Provincia autonoma di Trento ha affiancato a questo modello diverse politiche per la casa, con un obiettivo preciso: mantenere abitati i territori, recuperare immobili inutilizzati e rendere più concreta la possibilità di scegliere di vivere anche fuori dalle città.

E gli incentivi che hanno attirato tanta attenzione fanno parte proprio di questa storia.

Aggiornamento settembre 2026
Il contributo fino a 100.000 euro descritto in questa pagina non è attualmente aperto a nuove domande. Continua a leggere per conoscere le altre politiche e i progetti che stanno interessando l’abitare nei territori montani.

Fino a 100.000 euro per recuperare casa: il bando che ha fatto notizia

Nel 2025 la Provincia autonoma di Trento ha avviato un progetto sperimentale per la rivitalizzazione di 32 comuni a rischio di spopolamento.

La misura prevedeva contributi fino al 40% delle spese di recupero, su una spesa massima ammessa di 200.000 euro, e quindi fino a 80.000 euro per la riqualificazione. Per chi acquistava l’immobile da recuperare era prevista un’ulteriore quota fino a 20.000 euro.

Il bando ha raccolto 551 domande nelle due finestre del 2025, di cui 72 provenienti da fuori provincia. Un dato interessante anche per capire quanto il tema dell’abitare nei territori montani sia capace di intercettare persone che stanno valutando un cambiamento.

Le finestre di domanda del bando 2025 sono oggi chiuse. La misura resta però utile per capire una direzione più ampia: il Trentino sta sperimentando strumenti per recuperare patrimonio abitativo esistente e mantenere vive le comunità delle valli.

E non c’è solo l’acquisto: casa e affitto restano al centro

Nel 2025 è stata introdotta anche una misura dedicata a chi decide di trasferirsi in affitto nelle zone periferiche e svantaggiate del Trentino: 3.000 euro all’anno per tre anni, con alcune maggiorazioni previste in base alla composizione e alle caratteristiche del nucleo familiare. Le domande per questo bando si sono chiuse il 31 agosto 2026, quindi anche questa misura non è oggi aperta a nuove richieste. Ma il lavoro sulla casa continua. Con Ri-Val, ad esempio, la Provincia punta a recuperare circa 300 alloggi inutilizzati nelle aree svantaggiate e a forte pressione turistica e a rimetterli sul mercato a canone accessibile. A marzo 2026 i Comuni avevano già individuato 467 immobili potenzialmente interessati e le prime consegne sono previste dalla fine del 2026.

Qui da noi, montagna non significa periferia

Ed è forse questo il punto più interessante. Scegliere di vivere in una valle non significa automaticamente scegliere di essere isolati. La fibra attraversa il territorio, esistono servizi pubblici e spazi di coworking diffusi, le valli sono collegate ai principali centri e l’innovazione non si ferma ai confini di Trento e Rovereto. Anzi, uno degli esempi più sorprendenti si trova proprio dentro una montagna. In Val di Non, a Predaia, è entrato in funzione Intacture, il primo data center europeo realizzato all’interno di una miniera ancora attiva. Ospita infrastrutture di supercalcolo per l’intelligenza artificiale e sfrutta le caratteristiche naturali dell’ambiente sotterraneo per aumentare sicurezza ed efficienza energetica. È un esempio estremo, ma racconta bene un principio molto trentino: innovazione e servizi non devono necessariamente concentrarsi in una grande città.

Perché qui le valli non sono semplicemente ciò che resta fuori dal centro. Sono parte del centro della vita economica e sociale del territorio.

Vivere in montagna: una scelta da capire, non da idealizzare

Naturalmente vivere in un piccolo comune non è come vivere in città. Le distanze cambiano, alcuni servizi richiedono organizzazione e ogni valle ha caratteristiche diverse. Proprio per questo, prima di trasferirti vale la pena capire bene dove potresti vivere, come ti muoveresti e quali servizi avresti intorno.

Ma se stai cercando un contesto più piccolo senza voler rinunciare necessariamente a connessioni, lavoro e servizi, il Trentino offre più possibilità di quanto possa sembrare guardandolo soltanto sulla mappa. Le singole misure cambiano nel tempo. Il progetto di fondo è più stabile: tenere vivi, abitati e connessi territori in cui le persone possano scegliere di restare o arrivare.

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